“Non c’è pace fra gli Ulivi” – Facciamocelo ‘sto pensiero profondo.

Non si parla solo del Film degli anni 50 o della celeberrima canzone di Secondo Casadei.  Oddio, celeberrima per gli amanti della musica folk tipica delle feste di paese (che io amo alla follia- n.d.r.).

In ogni caso, secondo me, c’è molto di più dietro questa frase.
Non so se sia l’antibiotico, che ormai ha preso possesso di circa il 70% del mio corpo , che mi porta a meditazioni così profonde.

O forse la mia anima da Filosofa, che regna repressa nel mio subconscio, ma oramai ci siamo e devo esternarle.

Vivo, con S.,  nel mio paese in una casetta gialla immersa negli ulivi, proprio al limitare del bosco, che Heidi al mio confronto è Carrie Bradshaw, e sono sempre stata soggetta al fascino degli alberi.

La corteccia forte e dura, la linfa vitale che pulsa al loro interno, le radici ben piantate a terra ma allo stesso tempo una chioma di foglie che si librano nell’aria indomate. Meraviglia.
Da piccina abbracciavo il Mio Ciliegio (niente paura, tutto normale!), mi arrampicavo sulla sua cima, che col passare degli anni si abbassava sempre più e guardavo tutti gli uliveti silenziosi intorno, sentendo di essere immersa in una pace estrema.

Ora ho ancora la fortuna di vivere tra gli alberi e percepirne la meraviglia che da piccola mi incantava, ma che non capivo fino in fondo.
L’albero è la metafora della persona che vorrei essere, ed Io nella fattispecie vorrei essere un Ulivo.

E’ un sempre verde, sempre fermamente convinto delle sue idee, ha una corteccia nodosa che racchiude un essenza morbida, è serioso e grigio in inverno giallo e spensierato
in primavera, verde e speranzoso durante l’estate e viola, verde, nero e produttivo in autunno.
Perchè è facile essere produttivi con il sole estivo, ma ci vuole temperanza per produrre i tuoi frutti e mantenerli mentre il mondo freddo ti è ostile.

Ma l’Ulivo fa di più e non solo fa crescere i suoi frutti in inverno, ma mantiene anche la sua chioma verde. Lui è costante, nella sua complessa semplicità. E’ silenzioso nonostante il rumore che ha sentito nella sua vita. Non è pretenzioso, non avrà mai i bellissimi fiori del Pesco o del Mandorlo, lui ti stupirà con i suoi minuscoli fiorellini gialli, con le sue olive dalle sfumature di verde o di viola.

Ma non lo farà per essere migliore del Pesco o del Mandorlo, ma per essere migliore per SE, senza mai darsi pace.

Anche io avrò, nel più gelido degli inverni, il mio frutto migliore. Scuoterò la mia verde chioma al vento e con le mie salde radici a terra sarò Ulivo, e scoprirò che benchè tra di loro ci sia un’apparente e profondissima quiete, Non C’è Pace Tra gli Ulivi.

Ok ora mi faccio rinchiudere in un centro psichiatrico, state tranquilli.

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