Pubblicità progresso parte 2: Lettera aperta agli ideatori delle pubblicità di profumi.

Carissimi,

Stimo voi, il vostro lavoro, e tutto l’impegno che, sicuramente, riponete in esso. Laureati, specializzati dalle mille conoscenze, avrete lottato per i vostri ideali raggiungendo il fine ultimo con orgoglio e fiducia. Grandi personalità, menti eccelse che hanno studiato la sublime arte pubblicitaria.

Io dalla mia ho ben poco, un diploma di liceo, un lavoro precario, salute precaria, scarse conoscenze.
Ma ho gli occhi.
Vedo il lavoro che fate e che ci sottoponete quotidianamente via etere.

Oh, Mio Dio. Ma perché?
Perché una pubblicità di profumo deve avere trame contorte? Linguaggi confusi. Personaggi di dubbia reputazione posti, desnudi, in letti disfatti, feste, camere d’albergo? O addirittura su navi che solcano l’asfalto con a bordo un solo marinaio, mostruosamente bello, per arrivare sino sotto il balcone dell’amata che, buona come il pane, è in negligé lì ad aspettare.
Ora ditemi, CHI ASPETTA UNA NAVE IN CENTRO AD UNA CITTA’, che magari il mare ce l’ha a 20 km di distanza, IN MUTANDE SU UN BALCONE?!

Nonostante gli intenti mirabolanti la pubblicità del profumo medio non ha ne capo ne coda, lancia lo spettatore in una storia intricata, rapendolo per una manciata di secondi dalla sua quotidianità, forchetta a mezz’aria e bocca piena, e poi lo ricaccia velocemente sulla sedia, confuso e disorientato.

Era forse un sogno? Il trailer di un film? Mi sono addormentato inavvertitamente e mi sono perso qualcosa?
Il senso di vuoto cosmico che lascia è devastante, e l’unica cosa della pubblicità che non ci si ricorda è il profumo stesso!

Si è certi che fosse un profumo perché si è irrimediabilmente colmi di dubbi esistenziali. Valentina l’avranno poi trovata? Perché scappava? Scarlett Johansson e Matthew McConaughey sono tornati indietro o no? Il Marinaio avrà risarcito il Comune dei danni che ha fatto parcheggiando la nave in centro? Ma che profumo era poi? Dolce e Gabbana? Dior? Guess?

Nel remoto caso in cui uno spettatore riuscisse a liberarsi dallo stato confusionale in tempo per sentire nome del profumo e marca, vi assicuro, l’idea che utilizzandolo ci si trovi a dover fronteggiare un’esistenza travagliata come quella rappresentata nello spot, lo convincerebbe più che mai ad acquistare un profumo da 10€ al supermercato.
Che magari avrà la stessa fragranza *Pino Silvestre* del suo deodorante per auto, o nella peggiore delle ipotesi gli farà venire pustole e piaghe, ma non turberà di troppo la sua esistenza!

Quindi perché confonderci in questa maniera?

Perché una persona, per aver utilizzato due gocce di profumo, deve essere condannata ad un’esistenza travagliata che manco nei Gironi dell’Inferno di Dante?

O forse in realtà non è una pubblicità per il profumo, ma per Voi! In realtà il vostro desiderio è diventare Registi e, mantenendo alta la suspance negli spettatori attraverso la pubblicità, sperate di poter  esordire un domani  con un film tutto vostro?

EUREKA! Tutto avrebbe più senso! Tranne la pubblicità ovviamente.
Tuttavia, per ora, restiamo tutti molto confusi e vi saremo grati se iniziaste già da ora con i Film.

Magari facendo Prequel e Sequel agli spot, dando loro maggior senso, così da chiarirci meglio la complicata vita dell’uomo che NON ha da puzzà!

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