Di Lanci Senza Paracadute e di Amici del Poi.

sunrise

Buonasera.

Buon Lunedì.
Le mie assenze da qui ormai si riproducono come conigli. Si ripropongono come le cozze.
La verità è che la mia vita sta cambiando. E sta cambiando a causa mia.

Un mese fa ero una commessa con posto fisso rinchiusa nelle sua gabbia di certezze che, anche se con solide basi, certezze non son mai.
Vivevo nella spirale delle quotidiane conseguenze, intrappolata in un loop senza fine, fino a che ho tirato fuori la testa dalla sabbia.
Ho visto un Mondo, probabilmente quello stesso mondo che mi circondava ogni giorno, ma che guardavo senza vedere.

Finché non guardi al di là del vuoto come puoi dire che non c’è nulla?
Finché non apri gli occhi e guardi tra le sbarre come puoi vedere cosa c’è al di fuori della gabbia?

Quindi me ne stavo lì e, in maniera squisitamente ligure, mi lamentavo della mia gabbia. Mi lamentavo come ci si lamenta oggi, senza far nulla.
Di giorno in giorno questa gabbia mi andava sempre più stretta, senza che io muovessi un dito per divincolarmi.
Le odiate sabbie mobili moderne. Quelle che ti tengono bloccata in “situazioni-cuscinetto”, che dovevano essere temporanee e si trasformano nel futuro.

Quindi?
Quindi ci sei solo tu ad autoimporti di star lì! Intrappolata e china al tuo quotidiano, in attesa che un miracolo, un colpo di scena o un principe in calzamaglia azzurra arrivino
a salvarti. Quindi la gabbia non c’è, la sabbia te la sei data come scusa.

Bisogna prender coscienza di se, riaprire il cassetto dei sogni e con una buona dose di tenacia aprire gli occhi.
Così ho presentato le mie dimissioni, per la mia felicità. Per ME.
Ad oggi ho un finale, non ho un rincuorante “Ebbene si, ce l’ho fatta”.
Ho i miei dubbi, le mie incertezze, la mia ansia di esser definita “Disoccupata”, anche se per poco.
Ma cazzo, sono felice.
La mia vita prosegue, alti e bassi, come prima. Ma i miei sogni nel cassetto non ci stanno più.
Crescono di giorno in giorno, muoiono, rinascono, cambiano e si realizzano!

“Non ti sto dicendo che è facile!” Bruno me l’aveva detto chiaro e tondo quella notte. Saranno state le due credo.

Bruno è un amico del Poi. Un amico nuovo che si fa posto nel mio quotidiano parola dopo parola. Non da solo, con lui c’è Tiziana.
Sono entrati nella mia vita nel modo più naturale e spontaneo possibile. Per puro caso.

Lei ha occhi vispi e capelli rossi, ed io ho un debole per le chiome fulve e le menti impetuose. Una di quelle personalità travolgenti, ma con eleganza, senza irruenza.
Lui è, nemmeno a dirlo, un avvocato. Ma non di quelli di cui ho avuto esperienza. Lui è un artista. Lui crea. Manipola materia, colori e parole per dar vita a capolavori.

Sempre per puro caso, li ho incontrati perché ce l’hanno fatta. Sono capitati sulla mia strada perché sono usciti dalle loro gabbie.

Loro sono l’esempio di chi, senza limiti di maturità, spazio o tempo decide di scegliere la propria felicità, i propri sogni, la propria serenità.
Sceglie di lavorare da casa, e di spostare la casa a km dal lavoro.
Sceglie di dar libero sfogo alla propria passione.
Sceglie di far aprire gli occhi a chi è ancora immerso nella sabbie mobili invisibili.

Loro mi hanno dato l’ultima spinta per la volata finale.
Vedi, mi son detta, punta a questo. Punta a Te.

Ora, come dice Bruno, Non dico che sia facile. Che non ci siano incubi in cui mi ritrovo a pregare di rientrare nella mia gabbia, perché la Libertà fa paura.
Che non ci siano momenti in cui l’ansia arriva al cuore e lo fa impazzire.
Che non ci siano momenti in cui la gola si strozza per un pensiero e gli occhi vogliano richiudersi.

Ma io non li chiudo più. Io vado avanti.

Ora sto creando una mia realtà lavorativa, passo dopo passo. Mitigando i sogni con l’esperienza, per realizzarli.
Ora dedico più tempo alle mie passioni, compresa questa del mio diario catartico, che ha sancito l’inizio della mia voglia di evolvere e della mia Evoluzione.
Ora sorrido.

Il mio vuole solo essere uno sprono per chi ha paura di non farcela. Una spintarella per quel salto nel buio. Lavoraci, creati un cuscino, fai liste dei pro e contro.
Poi strappale. Prepara un paracadute, ma non avere paura di lasciarlo sull’aereo prima di lanciarti.
Chiedi L’aumento.
Chiudi la relazione.
Cambia posizione.
Scrivi.
Fai un figlio.
Chiedi una promozione.
Fai ciò che può renderti felice.
Prendi consapevolezza di te e di cosa vuoi.
Trova il coraggio
Buttati.
Le sabbie non ci sono, la gabbia è evanescente.
Ascolta Libero di Fabrizio Moro.
Buonanotte, a domani con un Nuovo Post.
M.U.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Silvia ha detto:

    Hai fatto bene, non biosgna mai rinunciare ai propri sogni e rinchiuderli in un cassetto ma combattere sempre per cercare di realizzarli! In bocca al lupo! 🙂

    Date: Mon, 12 Oct 2015 21:29:52 +0000 To: silvia-1959@live.it

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    1. materialeumano ha detto:

      Grazie!! 🙂

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  2. Anonimo ha detto:

    siam solo noi ad immaginare le gabbie in cui ci lamentiamo di vivere ed, in definitiva, ad essere gli unici artefici dei nostri inferni o delle nostre possibili occasioni di felicità

    Liked by 1 persona

    1. materialeumano ha detto:

      Nulla di più vero di una verità spesso difficile da accettare! Bisogna sporcarsi le mani per esser felici.
      Grazie del passaggio da queste parti 🙂

      Mi piace

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