Liberare Frammenti

Primavera.

Sole caldo e profumo di pioggia nell’aria. Una stagione stimolante, completa che mi mette sempre in condizioni di far dei bilanci. Di soppesare quanto fatto e quanto resta da fare. Quanti traguardi raggiunti e quante battaglie ancora da disputare.

Una pulizia dei pensieri e dei progetti da fare.

Tante le cose da scrivere, ma quando arrivano tutte assieme la mano si blocca e la bocca si serra.

Come quando con la macchina da scrivere si premevano troppi tasti. Troppe lettere si lanciavano sul foglio tutte assieme e s’incastravano l’una sull’altra.

Poco importava quel che si doveva scrivere, la mente stava già altrove. Le mani, dovendo dipanare il meccanismo inceppato, non erano più su i tasti. Le dita ormai sporche d’inchiostro dovevano esser lavate ed il cervello, brulicante di pensieri inespressi, diventava un baule in cui stipare le idee.

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A decantare, ad annodarsi. A chiarirsi o confondersi.

Ci sono momenti in cui il silenzio è un rifugio, un’armatura contro le domande. O contro le risposte.
Momenti in cui sembra che nessuno sia in grado di capire il caotico trambusto di parole che si fanno largo nella testa senza trovare la via di fuga. L’uscita.

Una monade che non può non vuole confrontarsi con altri.

In questi momenti le mie creature prendono vita senza che io me ne accorga, come piccoli demoni da esorcizzare che inconsapevolmente nutro di idee, sfumature e profumo di fiori. Una pentola a pressione colma di frammenti che non affiorano completamente, si mostrano solo in parte, come piccole gemme. O non lo fanno affatto.

E mentre dentro di me prendono vita rigogliose le mie creature, all’esterno è voglia di solitudine.

Così mi rifugio a Casa Nuova, che dovrei chiamare casa vecchia per la sua età.

Apro la porta e lascio che il cervello vaghi lungo ricordi, mentre riordino frammenti di vita non miei che ora mi appartengono.

Sfoglio i libri tenuti con meticolosa precisione, rifoderati sapientemente con carta di recupero per far sì che la copertina non si rovini. Al loro interno sono consunti e pieni di scritte.

Trovo un libriccino. Una raccolta di poesie, di Giacomo Leopardi.
E mi blocco.

Un frammento di vita altrui, superstite di quella stessa esistenza, combacia con un frammento della mia. Così distanti eppure così simili.

Ci si arrovella l’animo tutta la vita per cercare quei pezzetti che ci rendano completi e non ci rendiamo conto che sono ovunque. Ci rammarichiamo così tanto quando ne perdiamo uno, piuttosto importante a dir nostro, e dietro l’angolo ce ne sono migliaia che ignoriamo. A cui non diamo la dovuta importanza.

Capita così spesso di andare in frantumi, sta a noi decidere quali frammenti raccogliere da terra e quali cocci lasciarci alla spalle.

La ricerca delle bellezze quotidiane deve esser anche questo, un arricchirsi di piccoli frammenti. Un’attenzione per quei minuscoli pezzetti di vita che ci sfuggono per nostra disattenzione.

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Esco da Casa Nuova, la lascio più disordinata di prima ma con un pezzetto in meno. Un libriccino che ora entra nella mia collezione di frammenti. Privata, mia. Ed ogni frammento che vi entra resta per sempre anche quando va via. Perché ogni cosa che ci attraversa lascia un segno, sia una ferita o un tatuaggio.

Non lascerò più che frammenti sfuggano alla mia collezione, sarò collezionista di momenti, immagini e oggetti.
Di persone, di fiori, di profumi.
Di sensazioni, belle o brutte.
E lascerò che a tempo debito loro possano allontanarsi per diventare frammenti nuovi. Per persone nuove. Come questo libriccino per me.

Libererò ogni giorno una creatura o un frammento. Perché la Libertà è respirare aria primaverile in una giornata di Aprile mentre cammino lungo le vie del mio paese. Serena, sicura. E deve esserlo ogni giorno. In ogni luogo. Meditando che quel che è stato non si cancella, resta frammento indelebile in chi l’ha vissuto. In chi l’ha sentito.

Frammenti che ci vengono tramandati e che dobbiamo Liberare al futuro.

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Sole e nuvola

Per restare Liberi.

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